sabato 31 maggio 2008
giovedì 29 maggio 2008
Tyra Banks
mercoledì 28 maggio 2008
Almodovar - Los abrazos rotos
'Un dramma noir che racchiude una grande storia d'amore': così Pedro Almodovar ha definito il suo prossimo film, Los abrazoz rotos. Il regista ha parlato alla stampa a Madrid - accompagnato da Penelope Cruz, Lluis Homar, Blanca Portillo e Josè Luis Gomez - mentre le riprese sono cominciate il 26 maggio a Lanzarote. Nessun dettaglio della trama perché gli piacerebbe 'che gli spettatori, almeno per una volta, potessero andare a vedere un suo film senza conoscere la storia'.
Il film dovrebbe uscire a fine 2009.
Il film dovrebbe uscire a fine 2009.
Stranger
28 maggio 2008
La Contessa

The Countess, è il film che vede protagonista Julie Delpy di cui ne è anche regista. Nel cast anche William Hurt e Daniel Bruhl.
La pellicola arriverà nelle sale dal 2009.
La pellicola racconta la vera storia di Erzebet Bathory, nata in Ungheria nel 1560. Appena 14enne fu sposata ad uno dei signori potenti della sua terra. Lei gli diede quattro figli. Quando l’uomo partì a combattere le sue guerre, lei rimase nella sua residenza insieme alla sua confidente Anna Darvulia, diventando ancora più potente. La Contessa fu temuta, ammirata e disprezzata da tanti – perfino il re ubbidì ai suoi voleri. Dopo la morte del marito conobbe un giovane molto affascinante. I due s’innamorarono. La differenza di età fu la causa della fine della relazione: lei, attese il ritorno del giovane per ben 12 anni, nella totale disperazione.
Cominciò a fare il bagno nel sangue delle vergini, convinta che questo le avrebbe dato eterna giovinezza e bellezza. Da quel momento cercò sempre più vittime per i suoi bagni di sangue: una catena di centinaia brutali omicidi che la portarono alla sua fine.
La pellicola arriverà nelle sale dal 2009.
La pellicola racconta la vera storia di Erzebet Bathory, nata in Ungheria nel 1560. Appena 14enne fu sposata ad uno dei signori potenti della sua terra. Lei gli diede quattro figli. Quando l’uomo partì a combattere le sue guerre, lei rimase nella sua residenza insieme alla sua confidente Anna Darvulia, diventando ancora più potente. La Contessa fu temuta, ammirata e disprezzata da tanti – perfino il re ubbidì ai suoi voleri. Dopo la morte del marito conobbe un giovane molto affascinante. I due s’innamorarono. La differenza di età fu la causa della fine della relazione: lei, attese il ritorno del giovane per ben 12 anni, nella totale disperazione.
Cominciò a fare il bagno nel sangue delle vergini, convinta che questo le avrebbe dato eterna giovinezza e bellezza. Da quel momento cercò sempre più vittime per i suoi bagni di sangue: una catena di centinaia brutali omicidi che la portarono alla sua fine.
Stranger
27 maggio 2008
martedì 27 maggio 2008
Una bufala la rom che che rapiva la bambina a Ponticelli
Qualcuno lo aveva anticipato e la notizia girava già da un po’ in rete:
ora c’è anche una conferma ufficiale. A scatenare la psicosi rom delle scorse settimane, era stato il presunto tentativo di rapimento di una bambina italiana da parte di una giovane rapinatrice di etnia romnì. Tutte balle. Gridiamolo forte. Peccato che poi, e qui siamo nel pieno della teoria del caos, eventi mai accaduti portino a conseguenze estremamente reali; come pogrom che avevano ben poco da invidiare a quelli nazisti, vari di leggi repressive, pestaggi assortiti ai danni di minoranze di ogni genere. Dal blog di Antonella Beccaria arriva questa segnalazione, di un’indagine sui fatti che a Ponticelli avevano scatenato la caccia al rom
La testimonianza di Flora Martinelli, la madre della bambina, del padre di lei Ciro e dei loro vicini di casa è falsa. Il Gruppo EveryOne ha indagato accuratamente sull’evento che ha scatenato una vera e propria caccia al Rom, che da Napoli si è diffusa a macchia d’olio in tutta Italia. Fin dall’inizio le dinamiche del rapimento non ci hanno convinto, perché chi conosce la palazzina in cui sarebbe avvenuto il reato sa che è praticamente inaccessibile, sia per il cancello che per l’attenta sorveglianza degli inquilini
Potete leggere il resto dell’intervento e dell’indagine sul blog di EveryOne:
Di Seguito potete leggere il loro articolo:
EveryOne Group è un gruppo internazionale che si batte contro le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani. A proposito dell’incredibile presunto rapimento di una bambina che ha scatenato i successivi assalti ai campi nomadi, il gruppo italiano di EOG ha pubblicato l’inchiesta Follia antizigana in Italia, a cui dà eco anche Pino Nicotri. E qui si dice che quell’episodio è proprio incredibile perché mai si sarebbe verificato. Montatura, è il termine per descrivere quel fatto. In proposito si legge su EOG:
Avete ragione, anche noi siamo in difficoltà, perché questo non è un evento diverso da tanti altri, ma qualcuno ha voluto trasformarlo in un caso nazionale. Gli inquilini di Ponticelli fanno blocco: i Rom non li vogliono più. Qualcuno però, mostra qualche scrupolo di coscienza, ma ha paura, perché le pressioni sono forti e mettersi contro il comitato di Ponticelli è pericoloso. Angelica, in realtà, conosceva una delle famiglie che abitano in via Principe di Napoli, dove è avvenuto l’episodio, continuano gli attivisti del Gruppo EveryOne, ha suonato al citofono ed è stata notata da alcune inquiline. Pochi istanti dopo è scattata la trappola e la furia dei condomini si è scatenata contro di lei, che è stata raggiunta in strada, afferrata, schiaffeggiata e consegnata alla polizia. Vi sono testimoni che conoscono la verità e due di loro sono disposte a parlare al giudice. È importante che l’avvocato Rosa Mazzei, che difende la ragazza Rom, non si faccia intimidire e sostenga la verità in tribunale. Un attivista di Napoli suppone che la linea di difesa potrebbe essere, invece, quella di ammettere il furto, ma non il tentato rapimento. Le conseguenze del caso di Ponticelli, con l’eco mediatica promossa da quotidiani e network, sono state gravissime e sono un indice evidente di come sia necessario abbandonare razzismo e xenofobia per riscoprire la strada dei diritti umani.
Stranger
26 maggio 2008
ora c’è anche una conferma ufficiale. A scatenare la psicosi rom delle scorse settimane, era stato il presunto tentativo di rapimento di una bambina italiana da parte di una giovane rapinatrice di etnia romnì. Tutte balle. Gridiamolo forte. Peccato che poi, e qui siamo nel pieno della teoria del caos, eventi mai accaduti portino a conseguenze estremamente reali; come pogrom che avevano ben poco da invidiare a quelli nazisti, vari di leggi repressive, pestaggi assortiti ai danni di minoranze di ogni genere. Dal blog di Antonella Beccaria arriva questa segnalazione, di un’indagine sui fatti che a Ponticelli avevano scatenato la caccia al rom
La testimonianza di Flora Martinelli, la madre della bambina, del padre di lei Ciro e dei loro vicini di casa è falsa. Il Gruppo EveryOne ha indagato accuratamente sull’evento che ha scatenato una vera e propria caccia al Rom, che da Napoli si è diffusa a macchia d’olio in tutta Italia. Fin dall’inizio le dinamiche del rapimento non ci hanno convinto, perché chi conosce la palazzina in cui sarebbe avvenuto il reato sa che è praticamente inaccessibile, sia per il cancello che per l’attenta sorveglianza degli inquilini
Potete leggere il resto dell’intervento e dell’indagine sul blog di EveryOne:
Di Seguito potete leggere il loro articolo:
EveryOne Group è un gruppo internazionale che si batte contro le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani. A proposito dell’incredibile presunto rapimento di una bambina che ha scatenato i successivi assalti ai campi nomadi, il gruppo italiano di EOG ha pubblicato l’inchiesta Follia antizigana in Italia, a cui dà eco anche Pino Nicotri. E qui si dice che quell’episodio è proprio incredibile perché mai si sarebbe verificato. Montatura, è il termine per descrivere quel fatto. In proposito si legge su EOG:
Avete ragione, anche noi siamo in difficoltà, perché questo non è un evento diverso da tanti altri, ma qualcuno ha voluto trasformarlo in un caso nazionale. Gli inquilini di Ponticelli fanno blocco: i Rom non li vogliono più. Qualcuno però, mostra qualche scrupolo di coscienza, ma ha paura, perché le pressioni sono forti e mettersi contro il comitato di Ponticelli è pericoloso. Angelica, in realtà, conosceva una delle famiglie che abitano in via Principe di Napoli, dove è avvenuto l’episodio, continuano gli attivisti del Gruppo EveryOne, ha suonato al citofono ed è stata notata da alcune inquiline. Pochi istanti dopo è scattata la trappola e la furia dei condomini si è scatenata contro di lei, che è stata raggiunta in strada, afferrata, schiaffeggiata e consegnata alla polizia. Vi sono testimoni che conoscono la verità e due di loro sono disposte a parlare al giudice. È importante che l’avvocato Rosa Mazzei, che difende la ragazza Rom, non si faccia intimidire e sostenga la verità in tribunale. Un attivista di Napoli suppone che la linea di difesa potrebbe essere, invece, quella di ammettere il furto, ma non il tentato rapimento. Le conseguenze del caso di Ponticelli, con l’eco mediatica promossa da quotidiani e network, sono state gravissime e sono un indice evidente di come sia necessario abbandonare razzismo e xenofobia per riscoprire la strada dei diritti umani.
Stranger
26 maggio 2008
Ve lo ricordate?
Gay Pride a Roma Alemanno nega il Patrocinio
Alemanno nega il Patrocinio al Gay Pride di Roma:
Di seguito il comunicato del DGP:
Così come a suo tempo Rutelli, Alemanno ha detto no al patrocinio del Campidoglio al Pride Ma il dialogo prosegue
Dopo più di due ore di ascolto, e qualche pagina fitta di appunti presi, il sindaco rivolto a quella (per lui) insolita platea raccolta nella Sala della Bandiere ha detto: «Faremo un'ulteriore riflessione, ma il patrocinio del Comune al Pride non credo sarà concesso. Vi rivolgo però una preghiera, che il mancato patrocinio non sia confuso con un atto di discriminazione nei vostri confronti. Farò di tutto per rispondere a molte delle esigenze emerse stasera».
GUARDA LE FOTO
L'atteso incontro tra Alemanno e le associazioni gay si è concluso così, quando ormai erano le 22. Ma la notizia del «no» al patrocinio (come già avvenne nel 2000, sindaco Rutelli) non esaurisce il senso di un incontro che tutti i protagonisti — dal sindaco stesso, ai membri del cosiddetto «Tavolo» composto ieri da una settantina di esponenti del mondo gay, bisex, trans — hanno vissuto come sorprendente, per molti aspetti.
«Devo ammettere la mia ignoranza su molti temi emersi — ha detto Alemanno quando ha ripreso la parola — affronteremo ancora molte questioni, il tavolo si rinnoverà presso l'assessorato alla Cultura». Presente anche l'assessore Umberto Croppi, all'incontro. E a lui e ad Alemanno, nonostante il niet, sono giunti ringraziamenti, sinceri e «non ironici», come è stato ribadito più volte; sinceri (e inattesi) anche quelli arrivati da parte di associazioni come il Mieli, dichiaratamente di sinistra. «La ringrazio per la franchezza, la coerenza, l'ascolto », ha detto Rossana Praitano, presidente del Mieli. Restano le distanze. È stato detto. Ma in molti hanno rilevato come l'incontro sia un fatto inedito per un'amministrazione capitolina. «Mai accaduto, neanche con una politica cosiddetta amica e forse solo più ipocrita».
E una prima apertura concreta ci sarà il 4 giugno, a tre giorni dal Pride, quando per la prima volta proprio in Campidoglio — Sala del Carroccio — sarà ospitato un convegno (organizzato da una delle associazioni omosessuali presenti ieri, il Di'Gay Project di Imma Battaglia) dal titolo «Pride Made in Italy, quale modello?» con interventi, tra gli altri, dello stesso assessore Croppi, della deputata del Pd Paola Concia, di Maria Giovanna Maglie, di docenti universitari.
Ad aprire le assise, alle 20, l'intervento di Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, che da subito ha premuto sul dialogo con il Comune- istituzione al di là delle distanze e fuori da irrigidimenti. Alla fine Alemanno è stato applaudito (l'idea di patrocinare manifestazioni collaterali al Pride non è ancora esclusa).
Segnali di apertura, dal Comune, sono arrivati su vari fronti: prevenzione, scuola, lotta all'omofobia. Ma soprattutto in sala si è arrivati, fuori dai luoghi comuni, a dare una rappresentazione reale del composito mondo lgbt. Alemanno era evidentemente sorpreso. Sono state raccontate storie, di discriminazione e non solo. Interventi anche commoventi: «Vorrei parlare al suo cuore, sindaco, e provare a farle capire davvero cosa significa essere omosessuali... ». «Faremo mercoledì la conferenza dei servizi per organizzare tecnicamente la giornata del Pride, garantisco la massima collaborazione», ha concluso il sindaco.
Edoardo Sassi
fonte: Corriere della Sera
Stranger
26 maggio 2008
Di seguito il comunicato del DGP:
Così come a suo tempo Rutelli, Alemanno ha detto no al patrocinio del Campidoglio al Pride Ma il dialogo prosegue
Dopo più di due ore di ascolto, e qualche pagina fitta di appunti presi, il sindaco rivolto a quella (per lui) insolita platea raccolta nella Sala della Bandiere ha detto: «Faremo un'ulteriore riflessione, ma il patrocinio del Comune al Pride non credo sarà concesso. Vi rivolgo però una preghiera, che il mancato patrocinio non sia confuso con un atto di discriminazione nei vostri confronti. Farò di tutto per rispondere a molte delle esigenze emerse stasera».
GUARDA LE FOTO
L'atteso incontro tra Alemanno e le associazioni gay si è concluso così, quando ormai erano le 22. Ma la notizia del «no» al patrocinio (come già avvenne nel 2000, sindaco Rutelli) non esaurisce il senso di un incontro che tutti i protagonisti — dal sindaco stesso, ai membri del cosiddetto «Tavolo» composto ieri da una settantina di esponenti del mondo gay, bisex, trans — hanno vissuto come sorprendente, per molti aspetti.
«Devo ammettere la mia ignoranza su molti temi emersi — ha detto Alemanno quando ha ripreso la parola — affronteremo ancora molte questioni, il tavolo si rinnoverà presso l'assessorato alla Cultura». Presente anche l'assessore Umberto Croppi, all'incontro. E a lui e ad Alemanno, nonostante il niet, sono giunti ringraziamenti, sinceri e «non ironici», come è stato ribadito più volte; sinceri (e inattesi) anche quelli arrivati da parte di associazioni come il Mieli, dichiaratamente di sinistra. «La ringrazio per la franchezza, la coerenza, l'ascolto », ha detto Rossana Praitano, presidente del Mieli. Restano le distanze. È stato detto. Ma in molti hanno rilevato come l'incontro sia un fatto inedito per un'amministrazione capitolina. «Mai accaduto, neanche con una politica cosiddetta amica e forse solo più ipocrita».
E una prima apertura concreta ci sarà il 4 giugno, a tre giorni dal Pride, quando per la prima volta proprio in Campidoglio — Sala del Carroccio — sarà ospitato un convegno (organizzato da una delle associazioni omosessuali presenti ieri, il Di'Gay Project di Imma Battaglia) dal titolo «Pride Made in Italy, quale modello?» con interventi, tra gli altri, dello stesso assessore Croppi, della deputata del Pd Paola Concia, di Maria Giovanna Maglie, di docenti universitari.
Ad aprire le assise, alle 20, l'intervento di Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, che da subito ha premuto sul dialogo con il Comune- istituzione al di là delle distanze e fuori da irrigidimenti. Alla fine Alemanno è stato applaudito (l'idea di patrocinare manifestazioni collaterali al Pride non è ancora esclusa).
Segnali di apertura, dal Comune, sono arrivati su vari fronti: prevenzione, scuola, lotta all'omofobia. Ma soprattutto in sala si è arrivati, fuori dai luoghi comuni, a dare una rappresentazione reale del composito mondo lgbt. Alemanno era evidentemente sorpreso. Sono state raccontate storie, di discriminazione e non solo. Interventi anche commoventi: «Vorrei parlare al suo cuore, sindaco, e provare a farle capire davvero cosa significa essere omosessuali... ». «Faremo mercoledì la conferenza dei servizi per organizzare tecnicamente la giornata del Pride, garantisco la massima collaborazione», ha concluso il sindaco.
Edoardo Sassi
fonte: Corriere della Sera
Stranger
26 maggio 2008
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